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Gillo Dorfles

A casa del Professore - 8 Novembre 2016

COLLOQUIO CON GILLO DORFLES SULL'ARTE DI FRANCA FRANCHI

 

 

8 Novembre 2016

"L’asimmetria dello specchio potenzia l’oscurità del vuoto. Nelle opere di Franca Franchi vediamo questi concetti base: quello del simmetrico e dell’asimmetrico, della luce e delle tenebre e del vuoto e del pieno, concetti che sono avvicinati e che, in un certo senso, contribuiscono a creare l’opera di per sè. Illuminare e portare nelle tenebre è principio, paradigmatico dell’opera d’arte, la quale viene ad assumere caratteristiche positive e negative al tempo stesso, caratteristiche che rientrano in quella che possiamo considerare l’estetica zen."

Gillo Dorfles

 

                                                               

 

 

19/05/2015

Contributo critico di Gillo Dorfles:


Fra le più importanti e originali forme del pensiero attuale non possiamo dimenticare la grande corrente dello Zen giapponese, sia per gli aspetti estetici, filosofici di questa dottrina, sia per le realizzazioni pratiche di molte opere d’arte. Naturalmente per riuscire ad avvicinarsi ad una corrente così complessa come quella dello Zen sarebbe necessario conoscere prima di tutto il giapponese ma basterebbero alcune singole parole tipiche della filosofia Zen per dirci quale particolare originalità esiste in questa corrente. Faccio solo alcuni esempi: quello di “asobi”, di “wabi-sabi”, di “prajna”, di “vijnana” per rendersi conto che queste parole corrispondono a delle situazioni estetiche completamente particolari per lo Zen. Naturalmente uno studio completo dell’argomento sarebbe impossibile ma quello che ci interessa oggi è che finalmente le grandi correnti estremo-orientali hanno trovato una pronta risposta anche in occidente. Proprio in questo momento abbiamo avuto la possibilità di incontrare due artisti che hanno fatto proprie le correnti dello Zenismo trovando delle affinità nelle loro opere con quelle estremo-orientali. Ovviamente questa affinità è solo parziale, solo marginale però non c’è dubbio che in queste loro opere ci siano degli elementi, per esempio il vuoto, la asimmetria, la particolarità dialettica che ricordano alcune delle vere e proprie opere Zen. Quindi io vorrei soprattutto ricordare immediatamente l’opera di questi due artisti coi quali ho avuto occasione di incontrarmi e che mi sembrano particolarmente interessanti per quello che abbiamo detto. Si tratta della piacentina Franca Franchi e del parmigiano, trapiantato a Milano, Massimo Tosini. Entrambi questi artisti finora si potevano considerare come appartenenti ad una corrente informale ossia vicina alle correnti americane di Pollock, di Rauschenberg ecc. ma in realtà la vicinanza con gli americani era solo apparente perché, invece, studiando da vicino le loro opere, ci rendiamo conto che hanno alcuni elementi che ricordano quelli di alcune opere Zen. Ecco per esempio nel caso di Franca Franchi ci troviamo di fronte a delle importanti strutture di cristallo, trasparenti ma anche colorate che sono di più che una semplice scultura perché costituiscono anche un modo di essere del tutto particolare di fronte all’ambiente circostante. Anche nel caso di Massimo Tosini abbiamo un esempio abbastanza clamoroso di questi elementi perché l’artista si serve tra l’altro di numerosi elementi cartacei e di tela di colore oscuro completamente nero sui quali riesce a creare con delle orme di foglia d’oro alcune strutture che possiamo considerare decorative ma che in realtà sono vere e proprie strutture organiche. Quindi sia le opere dell’oro sul nero sia le opere del cristallo, più o meno colorato, costituiscono l’esempio di opere di artisti nostri contemporanei che senza aver voluto rifarsi allo Zen ne hanno in un certo senso assorbito lo spirito e così hanno realizzato con i loro mezzi, di un’arte occidentale, quel tipo di atmosfera che di solito appartiene solo all’arte estremo-orientale. 

Gillo Dorfles