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Il Sole 24 Ore, Mercoledì 7 Luglio 2010

La potenza espressiva di cristalli e specchi svelano l'immagine a molte dimensioni dell'essere contemporaneo

L'artista Franca Franchi e la sua filosofia Irruzione Rapidamente Evolutiva". Dai Palazzi Gotico e Farnese di Piacenza, alla "Immagini Spazio Arte" di Cremona, al catalogo monografico Mondadori a cura di Paolo Levi

Come scrive il critico d'arte Sergio Signorini, Franca Franchi lavora con cristalli e specchi sull'orlo dell'abisso: frantuma materia di recupero, sfidando, senza curarsene, le antiche e consolidate Ire della superstizione popolare, e la ricompone in spirituale ricerca di armonia cosmica. L'Irruzione nel mondo dell'arte è recentissima, ma Rapidamente ha varcato una soglia Evolutiva che rende difficile supporre quali territori dell'immaginazione attraverserà nei tempi a venire.

Il suo segreto è però evidente: lavora/gioca nel presente! In un sentire immediato che prende forma per incalzante necessità trasformativa. Lavora con materiali di scarto, riciclandoli in un processo virtuoso: tessere ogni volta uniche e irripetibili - per forma e dimensioni, riflessività e opacità, colore, uniforme o cangiante, e trasparenza - di un mosaico, nel quale prevale il tenere insieme tipicamente orientale, che attrae, seduce, allontanando dall'occidentale dicotomia dellb/o, degli estremi contrari, della continua contrapposizione. Aspetto, questo, che deriva a Franca Franchi dall'alimentarsi alle stupefacenti ricerche di Masaru Emoto sulla risposta emozionale dell'acqua, più precisamente dei suoi cristalli, all'azione umana. I materiali elaborati dalla Franchi acquistano grande potenza espressiva, perché simbolizzano due aspetti prioritari dell'umana essenza e della sapienza relazionale: la trasparenza (del cristallo), che consente di essere sé, di essere spontanei; la funzione riflessiva (dello specchio), che stimola ogni evoluzione umana attraverso le risposte interazionali, e perciò riflessive, che il prossimo restituisce. La composizione dei cristalli procede da un fondo, la cui natura mutevole consente di articolare e immaginare spazialità molto differenti: dall'infinitamente piccolo all'infinitamente grande, talora leggibili, ambiguamente, nella stessa opera. Il senso di infinita profondità sembra poi alludere a un forte desiderio di verità, ma anche all'estatica contemplazione degli inspiegabili misteri della vita. Di rilevante importanza appaiono i riflessi insorgenti dalla tessere di specchio, naturale o policromo. Il primo effetto straniante lo produce la riflessività frammentata, nella quale l'osservatore viene suo malgrado risucchiato per essere restituito alla realtà esterna arricchito di conoscenza di sé. Ogni ritratto svela l'immagine "a molte dimensioni" dell'essere contemporaneo. Nel vedersi frammentato, poi, chi osserva diviene parte temporanea, impermanente dell'opera stessa. In questo modo l'opera muta in continuazione, fluisce e si rigenera nelle infinite immagini di chi la osserva e vi scorre dentro nel movimento.

Tale riflessività comporta ingenti difficoltà per la rappresentazione fotografica, a partire dai rispecchiamenti che si introducono inconsultamente secondo il punto di ripresa. Essi divengono parte integrante dell'immagine fissata, perciò chiamano a collaboratore testuale essenziale anche il fotografo, che deve selezionare e controllare i riflessi al fine di ottenere l'immagine più rispettosa della natura di ogni cristallo. Il fotografo fissa l'opera in immagine unica e irripetibile, legata all'ambiente della ripresa, immagine che non potrà mai più essere riprodotta fedelmente, a causa dell'unicità esclusiva della ripresa stessa: fotografo osservatore e interprete; collocazione/posizionamento dell'opera; mutevolezza dei riflessi specchiati nel luogo e nel tempo; variabilità, irriproducibile altrove, della luce naturale o artificiale. Una nuova complessità insorge infine nel momento in cui Franca Franchi, stratificando le informali tessere in spessori che si staccano dal fondo, le struttura in forma plastica: la riflessività stessa perde planarità e scompone le immagini in modo definitivamente incontrollabile. Si apre una nuova poetica, che sembra annunciare una sorta di equilibrio e armonia nel e del caos, un ritorno alle forze primigenie e profonde che l'uomo tenta da sempre di ridurre al controllo attraverso l'ordine, il quale, peraltro, nell'infinito e ciclico fluire della vita, ricorrentemente cede all'informalità, che prima o poi risucchia ogni ordine costituito. Per maggiori informazioni consultare il sito www.cristallifranchi.it.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore CentroNord    Mercoledì 7 Luglio 2010 - N. 26

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